Fratelli Pezzana

Lorenzo e Nicolò, tipografi trinesi che nel 1772 rilevarono l'impresa e la famosa libreria fiorentina dei Giunti, in seguito fallita.

degli eredi della dinastia dei Giunti:
Tommaso morì a soli 36 anni, nel 1618, e lasciò due figlie femmine
Giovan Maria gli subentrò e con una prodigiosa abilità riuscì a mantenere prosperi gli affari negli anni successivi. Non avendo figli, iniziò ad associare nella direzione dell'azienda Bernardo di Filippo Giunti, suo parente del ramo fiorentino. Quando morì, intorno al 1632, Bernardo agì come procuratore generale e rimase responsabile fino al 1643, dal 1641 con la collaborazione del fratello Modesto, che aveva smesso l'attività a Firenze. Nel 1643 l'officina dei Giunti aveva quattro torchi e pagava la tassa maggiore di tutti i librai veneziani. Nello stesso anno gli eredi Giunti si associarono con l'editore e libraio Francesco Baba in una società che durò fino al 1650. Nel 1651 si costituì una nuova società, "Eredi di Tommaso Giunti ed Hertz", che durò meno di un anno. Dal 1651 al 1657 gli eredi di Tommaso, in un estremo sforzo, stamparono ancora da soli, ma poi i nobili veneziani che avevano sposato le due figlie di Tommaso cedettero il complesso editoriale a Nicolò Pezzana e questo passaggio segnò, dopo oltre un secolo e mezzo di gloriosa attività, l'uscita di scena del marchio giuntino dal panorama dell'editoria veneziana. (Cit. Enciclopedia Treccani)

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