RINVENUTO ALLA BIBLIOTECA DI TRINO IL PIU' ANTICO INNARIO AMBROSIANO CON MUSICA

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Trino. Risale alla prima metà del XIII secolo, l’hanno trascritto la paleografa Gavinelli e il musicologo Brusa sulla “Rivista internazionale di musica sacra”.

Nel luglio del 2012, all’interno del progetto “Manoscritti datati d’Italia”, la docente di paleografia Simona Gavinelli ha rinvenuto nella Biblioteca Civica di Trino quello che è da considerarsi allo stato attuale delle ricerche il più antico innario ambrosiano con musica.

L’innario conservato in Trino, Biblioteca Civica, MS 2, ascrivibile alla prima meta del sec. XIII, si presenta in veste pressoché completa.

Il contenuto, 38 inni, può essere grosso modo suddiviso in tre sezioni: Inni per le ore del giorno (nr. 1-8); Santorale e Temporale, integrati, seguono il modello di altri libri liturgici ambrosiani, iniziando da San Martino e terminando con la Dedicazione della chiesa (nr. 9-35); Comune dei santi (nr. 36-38).

L’innario è “interamente” provvisto di notazione musicale, quella comunemente definita “a losanghe”, propria della tradizione ambrosiana.

Per quanto sia acefalo, mutilo e fortemente rifilato nei margini, tanto da compromettere il formato originale, grazie alla presenza della notazione musicale costituisce la testimonianza più antica finora reperita sull’esecuzione melodica del ricco repertorio innodico della liturgia milanese, in quanto anteriore al Milano, Biblioteca Trivulziana, 347, databile alla seconda metà del sec. XIV, cui si era accostato in forma pionieristica il filologo musicale bavarese Bruno Stablein (1895-1978).

Lo studio pubblicato sulla “Rivista internazionale di musica sacra” dalla Gavinelli e dal musicologo Brusa propone la trascrizione testuale, musicale e la riproduzione dell’intero manoscritto.

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