Progetto Regionale di Lotta alla Zanzara Tigre

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ZANZARA TIGRE!  FERMIAMOLA!!

La Zanzara Tigre è un insetto di origine asiatica diffusosi in Italia da una ventina d'anni, Dotata di notevole plasticità evolutiva, la Zanzara Tigre è molto abile nell’adattarsi ad utilizzare anche minime raccolte d’acqua per completare il proprio sviluppo.

L’importazione dagli areali d’origine o da zone di colonizzazione secondaria è avvenuta attraverso il commercio di copertoni usati e di piante ornamentali che vengono coltivate in acqua (es. il compreso il “lucky bamboo”) sulle cui superfici erano state deposte delle uova resistenti al disseccamento.

I suoi siti di sviluppo larvale non sono rappresentati da bacini allagati, risaie, stagni e corsi d’acqua a lento deflusso, come avviene per molte altre specie di zanzara, quanto piuttosto dai cosiddetti microfocolai urbani, come caditoie stradali sifonate, bidoni, sottovasi e qualsiasi altra raccolta di acqua di ridotte e ridottissime dimensioni.

Sfasciacarrozze, depositi di copertoni usati, discariche, cimiteri, orti urbani sono tra i luoghi  più ricchi di focolai di sviluppo larvale: un qualsiasi contenitore abbandonato all’aperto e destinato a riempirsi dopo ogni pioggia rappresenta infatti un sito idoneo all’ovideposizione.

COME SI RICONOSCE

È facilmente distinguibile dalle altre zanzare per alcune peculiari caratteristiche sia di aspetto che di abitudini:

  • colorazione nera con puntini e striature bianche;
  • vola soprattutto di giorno e meno di notte;
  • pungono prevalentemente caviglie e polpacci, e causano prurito, bruciore e pomfi più o meno duraturi;
  • alcune persone possono sviluppare reazioni allergiche con gonfiori e prurito più intenso rispetto alle punture delle zanzare nostrane.

COME VIVE

Le femmine di zanzara tigre depongono le proprie uova sulle superfici di piante e contenitori appena sopra al pelo dell’acqua stagnante. Quando per eventi meteorici o per intervento dell’uomo il livello dell’acqua sale e le uova vengono sommerse e si schiudono. Le larve che nascono sono organismi acquatici obbligati e si nutrono filtrando l'acqua. Dopo alcuni giorni, durante i quali le larve crescono fino a trasformarsi in pupe, sfarfalla la zanzara adulta

La Zanzara Tigre punge soprattutto all'aperto, ma quando l'infestazione è molto diffusa non è raro rinvenire adulti anche all'interno delle abitazioni. Usualmente vola a pochi centimetri dal suolo pungendo quindi gli adulti alle gambe e i bambini su tutto il corpo. L'attività è prevalentemente diurna e, in generale, si concentra nelle ore più fresche della mattinata e nelle ore più tarde del pomeriggio.

Nelle ore più calde gli adulti riposano tra la vegetazione (siepi, erba alta, cespugli), dove le femmine restano in attesa di potenziali vittime o delle ore più favorevoli per spostarsi.

La Zanzara Tigre non si sposta in genere più di poche centinaia di metri dal focolaio larvale in cui è nata ma, in favore di vento, è in grado di effettuare più ampi spostamenti.

Non bisogna sottovalutare, inoltre, i fenomeni di trasporto passivo, ad esempio entrando accidentalmente nelle automobili, camion, treni, navi, aerei, può spostarsi con rapidità a distanze considerevoli, molto lontane da quella di origine. Come descritto in precedenza, il trasporto delle uova, ossia dello stadio più resistente al disseccamento e alle basse temperature, rappresenta un altro grande mezzo di diffusione.

Quando si insedia in un territorio, la Zanzara Tigre si diffonde gradualmente, spostandosi di qualche centinaio di metri alla volta, impiegando anche diversi anni per colonizzare completamente un’area urbana. Inizialmente si osserva una presenza sporadica; dopo qualche anno la colonizzazione è a macchia di leopardo e successivamente la zanzara si diffonde sull’intero centro urbano con densità diverse a seconda delle condizioni ambientali. Il fastidio provocato dalle zanzare è proporzionale alla loro densità: quando i cittadini ne avvertono distintamente la presenza, la colonia è già saldamente radicata nel territorio.

Alle nostre latitudini il periodo favorevole allo sviluppo della specie va da aprile-maggio a ottobre-novembre, a seconda delle stagioni. La massima densità numerica della popolazione adulta si osserva generalmente tra metà agosto e metà settembre. Nelle zone più temperate (es. centro-sud Italia), si possono osservare esemplari adulti tutto l’anno.

IL PROGETTO DI LOTTA IN PIEMONTE

Nel 1995 la Regione Piemonte ha promulgato una Legge Regionale (la n. 75 del 1995), con l’intento di contrastare la diffusione delle zanzare sul territorio regionale. L’impianto della legge prevede un contributo economico agli Enti che attuano un progetto di lotta di tipo integrato. IPLA S.p.A., ente strumentale della Regione Piemonte, dal 2007 è soggetto coordinatore dei Progetti di Lotta ai sensi di tale legge.

I progetti di lotta sono volti a conoscere la situazione d'infestazione del territorio e a contrastarne lo sviluppo attraverso l'applicazione di varie forme di lotta. Attraverso trattamenti antilarvali, adulticidi e opere di prevenzione si cerca di portare la presenza di zanzare a livelli sopportabili per la maggior parte dei cittadini. Come prevede la L.R. 75/95, i trattamenti sono preferibilmente di tipo larvicida e biologici, onde evitare di danneggiare l'ambiente. Pertanto vengono eseguiti principalmente con prodotti a base di Bacillus thuringiensis var. israelensis (Bti), un batterio in grado di produrre, in condizioni particolari, una tossina letale per le larve di zanzara, ma assolutamente innocua per gli altri organismi, comprese le piante e l’uomo.

Per focolai larvali particolarmente inquinati come caditoie, tombini, scarichi fognari ecc., dove l’alto carico di sostanza organica renderebbe vana l’azione di prodotti biologici, si usano larvicidi chimici a bassa tossicità.

Da quest'anno anche il Comune di Trino ha intrapreso un Progetto di Lotta gestito dal soggetto coordinatore regionale.

COME DIFENDERSI

Il contenimento dell’infestazione di Zanzara Tigre non può prescindere dalla partecipazione attiva dei cittadini, la quale si esplica attraverso il riconoscimento e l’eliminazione dei cosiddetti “focolai domestici”. E' quindi strategica l’attività di informazione/formazione alla popolazione, che viene attuata ad esempio con attività porta a porta, distribuzione di volantini, affissione di manifesti, interventi nelle scuole e momenti di incontro alle manifestazioni fieristiche o in giorni di mercato.

Da alcuni anni è attivo anche un Numero Verde regionale per la raccolta delle segnalazioni e per fornire informazioni e chiarimenti ai cittadini.

Concretamente, ecco i comportamenti che tutti cittadini dovrebbero attuare per diminuire la presenza di Zanzara Tigre:

  • curare la manutenzione di giardini, terrazzi, orti, onde evitare l’involontaria formazione di raccolte d’acqua, potenziale habitat per lo sviluppo larvale, in particolare nelle zone più coperte da vegetazione;
  • svuotare completamente e pulire accuratamente (per eliminare le eventuali uova) con frequenza settimanale tutti i contenitori di uso comune che non possono essere eliminati, come sottovasi, abbeveratoi per animali domestici, annaffiatoi ecc.;
  • controllare che non si formino focolai di sviluppo anche all'interno delle abitazioni, ad esempio in colture idroponiche, vasi di radicazione ecc.: anche questi contenitori vanno svuotati completamente e puliti almeno una volta la settimana;
  • coprire ermeticamente contenitori d’acqua inamovibili, quali vasche in cemento, bidoni e fusti per irrigazione degli orti, utilizzando teli di plastica o reti zanzariere ben tesi e legati che impediscano alle zanzare adulte di entrare nel contenitore a deporvi le uova;
  • introdurre pesci nelle piccole fontane ornamentali da giardino (es. pesci rossi);
  • curare la manutenzione di grondaie, vasche e piscine in disuso per evitare il formarsi di ristagni;
  • trattare con appositi prodotti larvicidi cisterne sotterranee, caditoie dell'acqua piovana, pozzetti d’ispezione delle gronde e tombini in cui può ristagnare l’acqua; il trattamento va effettuato ogni due settimane con prodotti a base di Bti (Bacillus thuringiensis var. israelensis), Diflubenzuron, Piriproxifen o Methoprene, acquistabili presso rivendite di prodotti per il giardinaggio, consorzi agrari, ferramenta e in alcuni supermercati (controllare le date di scadenza dei prodotti e leggere attentamente le istruzioni e le precauzioni d'uso);
  • non abbandonare alcun tipo di rifiuto all’esterno: anche solo una lattina, una bottiglia o una vaschetta lasciata alla pioggia si può trasformare in un focolaio di sviluppo per le larve di zanzara;
  • non lasciare copertoni, giochi, secchi, vasi vuoti, bacinelle, vaschette e recipienti vari all’aperto;
  • segnalare al Comune la presenza di potenziali focolai (copertoni, rifiuti ecc.).

In caso di sosta in aree con presenza di adulti di zanzare, l’uso di repellenti normalmente in commercio può essere di qualche aiuto. Rimedi fantasiosi, come emettitori di ultrasuoni o di luci particolari non hanno alcuna efficacia.

L’adozione di pipistrelli, per quanto meritevole da un punto di vista ambientalista, ha scarso o nullo impatto su di un insetto che è attivo prevalentemente nelle ore diurne e vola piuttosto raro terra e al riparo tra la vegetazione.

Per ulteriori informazioni si rimanda al sito http://www.zanzara-tigre.org/progetto.php  predisposto da Ipla e Regione Piemonte.

Eventuali segnalazioni e richieste possono essere fatte chiamando il numero verde 800.171.198 (attivo in orario d'ufficio) o contattando l'Ufficio Ambiente del Comune di Trino - tel. 0161-806020